Vinton Cerf: da padre di Internet a Evangelista di Google

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Conosciuto come il padre di Internet, Vinton Cerf (sulla sinistra della foto) nasce a New Haven il 23 giugno 1943.
Dopo la laurea in Matematica alla Stanford University, ottenne un riconoscimento (PHD) in Informatica presso l’Università della California, Los Angeles (UCLA).
Insieme a Robert Kahn (al centro della foto) inventò il protocollo Tcp/Ip, una combinazione di procedure informatiche che consente la trasmissione (invio/ricezione) dei dati nell’etere di Internet, con un minimo scarto d’errore e in maniera precisa e univoca.
Nel 1973 questo sistema venne collaudato e sostituì i vecchi protocolli di comunicazione della rete Arpanet, progenitrice di Internet, perchè molto più veloce ed efficente.
Ancora oggi il sistema di comunicazione di Internet funziona con il protocollo Tcp/Ip.

Dal 2005 è diventato “Chief Evangelist” di Google, l’azienda leader ormai di tutto quello che succede e si evolve sulla rete Internet.
V. Cerf è stato ospite, insieme a molti altri inventori e studiosi, della prima conferenza organizzata dal “Marconi Institute for Creativity”, tenutasi a Bologna nel mese di Ottobre.
In quest’occasione l’inventore del protocollo Tcp/Ip ha rilasciato un’intervista ai giornalisti del giornale “Repubblica”, in cui ha sottolineato innanzitutto che Internet oggi non è come lo avevano inventato lui e i suoi colleghi e non sarà quello odierno nei prossimi tempi. L’unica costante di Internet, dice, è che la rete è in continua evoluzione.

Si adatta bene alle novità, continua, ma con l’introduzione del sistema Wi-fi, della fibra ottica e con l’avvento dei dispositivi mobile, il cambiamento è divenuto molto complesso e variegato.
Se consideriamo anche che si sta creando il così detto “Internet delle cose”, si stanno introducendo comandi per la domotica che funzionano con la rete Internet, si sta provando a collegare le stazioni spaziali con relativo successo, l’architettura della Rete, se pur stabile e funzionante, ha bisogno di qualche aggiustamento e di qualche aggiornamento.
Ci vorrebbe l’implementazione di Internet, aggiunge, con un protocollo che supportasse in maniera più efficiente la crescita delle informazioni che passa dalla Rete.
Più precisamente occorrerebbe un nuovo “packet form” che funzionasse parallelamente con quello vecchio e che supportasse l’imponenete cambiamento delle connessioni dei “set top box”, delle nuove smart TV e delle future smart-auto, che aumenteranno notevolmente il traffico della Rete.

Alla domanda del giornalista che chiedeva se in passato avesse mai pensato che Internet sarebbe diventato quello che è oggi, V. Cerf ha risposto che gli era già stato chiaro sin dal 1971, quando fu inventata la posta elettronica, che Internet sarebbe diventato uno strumento di comunicazione (e di interazione) molto potente.
Abbiamo dovuto aspettare molto tempo per l’arrivo dei social network, spiega, con i quali il livello di comunicazione sociale è cresciuto considerevolmente, per averne la conferma, ma era prevedibile già 42 anni prima.
Con Facebook, i tweet e i blog, la comunicazione sociale è cresciuta in maniera cospicua e con la diffusione dei device mobile e le future automobili che si connetteranno a Internet, ci sarà un’ulteriore esplosione di comunicazione e di dati che circoleranno sula Rete.

A proposito descrive Google come un’azienda che prosegue l’obiettivo che si erano prefissato i suoi fautori, cioè creare un’azienda che potesse organizzare ogni tipo di informazione per renderla accessibile al maggior numero di persone possibile. Volevano un’organizzazione attenta all’evoluzione del web e della società.
Il lavoro di Google è ancora questo, continua, e si vede dietro ogni suo progetto come “Project Loon” o i “Google Glass”.

Sollecitato dalle altre domande dei giornalisti, il padre di Internet esprime qualche suo pensiero a proposito dell’ingegneria informatica e della questione sulla privacy che ultimamente attanaglia gli utenti.
Riguardo al primo quesito dice: “ Può sembrare che l’operato di aziende come Google, che adoperano l’informatica per perseguire i propri scopi, abbiano il solo obiettivo di fare affari, ma non è cosi ”.
A volte l’ingegneria può realizzare dei sogni, dice. Ed è quello che sta cercando di fare Google, per esempio con il Web semantico, cioè con il suo motore di ricerca che cerca di interpretare il linguaggio naturale e di tradurlo in termini informatici. Come se avessimo un motore di ricerca che fosse in grado di ascoltare e capire quello che diciamo.
A tal proposito gli viene chiesto se conoscere sempre più della vita dei cittadini, da parte di aziende come Google, potrebbe mettere in serio pericolo la privacy degli utenti e se la politica potrebbe fare niente per trovare soluzioni a riguardo.
V. Cerf risponde che alcuni politici capiscono molto della Rete Internet e delle sue ripercussioni sulla società, altri invece non valutano la questione come un’aspetto sociale importante. Ma la futura generazione di politici, continua, sarà fatta da gente che è cresciuta usando la rete e quindi saprà affrontare i problemi e le implicazioni meglio di oggi. Sappiamo che ci sono pericoli e rischi che sono accidentali, altri invece che sono voluti.
Le informazioni personali arrivano in mani maldestre per caso, per esempio quando arrivano nuove piattaforme sulla Rete e non è possibile controllare tutto quello che succede e si evolve su Internet giorno per giorno.

Per il discorso sulla privacy, conclude, la strada da percorrere per la sicurezza delle informazioni personali è lunga, ed è arduo capire quali convenzioni sociali verranno cambiate da queste nuove forme di comunicazione.
Si tratta principalmente di “coscienza sociale” e della conoscenza nell’ uso dei mezzi più che di nuove leggi.
“L’evoluzione ci porterà a capire cosa sarà la privacy solo nel futuro”.

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