25 anni fa nasceva il Web

Circa agli inizi degli anni ‘60, il pericolo della guerra fredda, spinse il governo degli U.S.A. alla realizzazione di un sistema di comunicazione sicuro anche in caso di guerra.

Primi-computer.jpg

All’ epoca i computer (elaboratori elettronici) avevano le dimensioni di una stanza ed elaboraravano le istruzioni che gli venivano immesse decodificando delle schede bucherellate (le schede perforate) che, come in un nastro trasportatore, venivano inserite da un lato della macchina, la quale dopo l’ elaborazione dei dati, ne produceva una nuova (scheda) dall’altro, utile agli esperti per analizzare i risultati.

Nell’ Ottobre del 1969, un gruppo di ricercatori provava a collaudare il primo esperimento di “rete telematica” su lunga distanza, attraverso una linea  telefonica che collegava due elaboratori elettronici (in quell’ epoca non si poteva ancora parlare di personal computer).

Per la prima volta si provava ad utilizzare degli elaboratori, studiati appositamente, per smistare “pacchetti di dati” ad un numero potenzialmente infinito di utenti, permettendo ai ricercatori di visualizzare sul monitor, diciamo la “decodifica dei dati”, attraverso delle apparecchiature costruite per l’esperimento dall ‘ IBM,  gli I.M.P. (Interface Message Processor).

L’ idea di vedere delle lettere in sovraimpressione su di un monitor, essendo abituati a pensare al computer come un elaboratore sopra descritto, era qualcosa di veramente inimmaginabile per l’epoca.

image-Kleinrock.jpgPer la buona riuscita dell’esperimento, il prof. Leonard Kleinrock (nella foto a colori) all’ Università di Los Angeles (U.C.L.A.) e un altro ricercatore al centro di Ricerca di  Standford (SRI), comunicavano con il telefono mentre si compiva l’esperimento.
(Con il primo messaggio spedito però il sistema si bloccò)

Racconta Kleinrock:
«Io dovevo scrivere ‘login’. Scrissi la lettera elle. ‘Ricevuta’, mi dissero. Poi la o. “Ricevuta”. Quando digitai la terza lettera, il sistema andò in crash».

Ma il problema fu prontamente risolto e il collegamento tra l’elaboratore ubicato all’ Università di Los Angeles (UCLA) e quello installato all’ Istituto di Ricerca di Standford (SRI) divenne operativo pochi giorni dopo.

Quel giorno, ci dice L. Kleinrock, nasceva Arpanet la rete progenitrice di Internet.

arpanet1969.jpgLa crescita della Rete (Arpanet) fu rapida. Dai primi due nodi del primo esperimento si passò subito a quattro, aggiungendo le università di Santa Barbara e dello Utah che furono collegate alla fine del 1969.

arpanet-1971.jpgMentre ARPANET si estendeva a macchia d’olio arrivando a collegare anche il continente europeo, l’utilizzo del protocollo TCP/IP e della posta elettronica favorirono la nascita di numerose reti di computer circoscritte su aree locali degli Stati Uniti; ad Arpanet si collegarono molte università americane, altrettanti centri di ricerca e la NASA.

Nel 1982 venne coniato per la prima volta il termine INTERNET (contrazione della locuzione inglese Interconnected Networks, ovvero Reti Interconnesse) per indicare l’unione della moltitudine di reti venutasi a creare in quegli anni su Arpanet.

Nel 1983 il proliferare delle reti che componevano Arpanet indusse il Ministero della Difesa degli Sati Uniti alla decisione, per motivi di sicurezza, di scindere Arpanet in due parti:
MILNET (Military Network) che si occupò successivamente solo di ricerche a scopo militare;
ARPANET-INTERNET che rimase al servizio delle università e dei centri di ricerca.

Il 12 marzo del 1989 l’informatico inglese Tim Berners-Lee pubblicò un saggio tecnico dal titolo gelido «Management dell’Informazione: una proposta» che diventò la base teorica della rete.
T.-Burnes-Lee.jpgA Natale dell’anno dopo, il 1990, Berners-Lee rese pubblico, gratuitamente, il suo codice: l’ H.T.M.L. (Hyper Text Markup Language). E così nacque il Web.

Nel 1991 la svolta; svelato il segreto del suo funzionamento T. Berners Lee presentò al mondo il World Wilde Web:
“un sistema di documenti elettronici collegati tra loro” tramite l’ “ipertesto” (un testo contenete delle parole che funzionano da collegamento verso altri documenti che trattano argomenti simili o correlati), consultabili da tutti e non solo da esperti informatici.

Con l’invenzione di altre tecnologie come il “browser” (capace di interpretare il codice HTML e far interagire l’utente con il Web) e l’ “interfaccia utente”, l’utilizzo della Rete Internet divenne sempre più frequente e diffuso.

Nel 1995 solo 14 cittadini su 100 andavano online, e una frazione minuscola comunicava con primordiali modem, spesso collegati da accoppiatori acustici, tra fischi e borbottii, per trasmettere poche righe di testo o avere accesso ai «bullettin board», prime comunità di dialogo.

La “posta elettronica” divenne un servizio utilizzato dalla massa (prima invece era usato solo dai ricercatori e dalle università). Poi nacquero nuove forme di “comunicazione digitale” come i “newsgroup” e i “forum” (spazi digitali di discussione), che incrementarono notevolmente l’utilizzo di Internet da parte degli “utenti non esperti”.

stato-della-rete-internet-2Oggi sono più di due miliardi e mezzo le persone che usano il Web.
Molti lo usano per lavoro, altri per divertimento o tenersi in contatto con amici e parenti.

Sul Web ognuno di noi si costruisce giorno dopo giorno la propria “esperienza virtuale”, con i contatti, i blog, i social network, i siti preferiti e via discorrendo.

Con i progetti futuri, per portare Internet gratuitamente anche nelle zone del mondo dove oggi non esiste alcun collegamento alla Rete (montagne, deserti, foreste ecc.), probabilmente sarà l’intera popolazione mondiale ad essere connessa.

Con quello che sarà “Internet of Things” con cui tutto (dispositivi, elettrodomestici, impianti delle abitazioni, automobili, oggetti con codici informatici incorporati ecc.) sarà connesso alla rete; con il “project Loon” per portare la connessione ovunque sulla Terra, per mezzo di palloni aerostatici e chissa quanti altri progetti, vivremo veramente in un “nuovo mondo”, sempre più tecnologico e controllato.

Ormai il Web fa parte della nostra vita quotidiana (anche se non ce ne rendiamo conto), come ne fanno parte da molti anni la corrente elettrica, l’acqua corrente e l’automobile.
Per molti di noi è diventato quasi un amico!
Con i sistemi di “riconoscimento vocale” gli si può anche parlare come ad una persona in carne ed ossa, come ad un’amico… o quasi!
Con il Web si può fare shopping online con comodità anche nelle festività; divertirsi con gli amici; ascoltare ed editare musica; leggere i giornali e conoscere le notizie pubblicate dalle agenzie di stampa in tempo reale; si può imparare a cucinare; si possono fare “ricerche di studio” che sino a qualche anno fa richiedevano capacità e impegno, con un notevole dispendio di tempo; le aziende possono condurre campagne di marketing con i social media invece che spendere montagne di soldi per pagare esperti, consulenti e ricercatori:
con il Web si può fare… quasi tutto… anzi tutto!

La sua importanza è diventata talmente evidente che in questi tempi è stato benedetto anche da Papa Francesco, che lo ha definito “un dono di Dio”.

Inconsapevolmente è entrato con prepotenza a far parte della nostra vita, condizionandola sensibilmente e significativamente.
Varie sono le opinioni e gli studi che riguardano il Web e le ripercussioni che ha su ognuno di noi e sulla società in generale: c’è chi dice sia un bene, chi un male, chi tutte e due le cose insieme.
Come dice Vinton Cerf:
“sul Web ci sono le cose cattive, come nella vita reale, ma non è colpa della Rete se questo accade”.
Dovremmo sviluppare una specie di “coscienza sociale digitale” per sensibilizzare la gente a difendere la propria privacy e ad usare Internet correttamente; solo così potremmo trarre dei vantaggi cospicui dall’ utilizzo della Rete, pur considerando i rischi e i pericoli che si corrono nel farlo.

Beh allora, caro Web, buon compleanno!
Speriamo che nei prossimi 25 anni non correrai così tanto da farci perdere l’orientamento, così com’è stato per questo primo quarto di secolo della tua vita.
Vai adagio, perchè chi va piano, va sano e va lontano e così ci sembrerai anche più umano, pian piano.

Il Web è liberta!
Salvaguardiamolo!
E’ nostro interesse

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