Le Smart City, città del futuro

Lo sviluppo delle tecnologie collegate alla rete Internet, ci sta dolcemente avvicinando  ad una nuovo modo di concepire l’organizzazione e il funzionamento delle “città del futuro”.

Facciamo qualche osservazione:
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1. Possiamo affermare che ormai la maggior parte di noi durante il giorno si collega ad Internet tramite dispositivi mobile (smartphone o tablet). Negli anni a venire, il traffico dei dati proveniente dal mobile crescerà esponenzialmente.

2. La produzione dei “dispositivi indossabili” (orologi, braccialetti, occhiali ecc.) è glassappena iniziata. Per fortuna ancora non si è scatenata una vera “febbre o moda” attorno a queste novità, ma aspettiamocelo, perchè la così detta “realtà aumentata” incuriosisce tutti, soprattutto chi se la può permettere.
Per altri aspetti poi si sta cercando di utilizzarla a scopi salutari; in medicina e nello sport per esempio.
Nel 2013, infatti, si sono contati circa 21,7 milioni di dispositivi indossabili nel mondo, ma il numero è destinato a salire fino a 176,9 milioni tra quattro anni.

3.Internet of things” è già realtà, anche se ancora soltanto l’ 1% degli oggetti e dei dispositivi sono collegati alla Rete. E’ stimato però che nel 2020 saranno circa 50 miliardi gli “oggetti interconnessi” e in Italia attualmente sono già 6 milioni.

Dopo queste brevi riflessioni veniamo al dunque: cosa sono precisamente le “Smart City”?

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Le “città intelligenti” o “Smart Cities” sono delle città super-tecnologiche (di medie/grandi dimensioni – popolazione compresa tra i 100.000 e 500.000 abitanti, bacino di influenza inferiore a 1,5 milioni di abitanti, con almeno un’università e la capacità di gestire i flussi di informazioni che la interessano – non metropoli con milioni di  abitanti perché si produrrebbe un inutile caos a causa dei cittadini impreparati e della mole di lavoro necessaria alla sperimentazione e allo sviluppo delle tecnologie), che dovrebbero migliorare la vita dei cittadini, rendendo più efficiente il consumo energetico con l’ eliminazione degli sprechi. L’attività dei cittadini, aiutati dalle nuove tecnologie, dovrebbe servire anche a far diminuire l’ inquinamento ambientale.
Sono città più sicure, grazie all’ ausilio delle tecnologie, che offrono nuove opportunità di lavoro ai propri cittadini, che attivamente partecipano allo sviluppo del territorio.

Molteplici sono i fattori che contribuiscono alla formazione di una città intelligente. Vediamone alcuni.

Una Smart City è :

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una città che sa muoversi, cercando di risolvere il problema della congestione del traffico urbano non solo nell’ organizzazione dei mezzi di trasporto, ma anche nella pianificazione e nella gestione dei flussi dei cittadini e dei mezzi;

una città che sa non muoversi: un dicotomico concetto rispetto al precedente. Una città dovrebbe essere tanto più smart quanto più consente ai cittadini di svolgere la maggior parte delle consuete attività, in remoto, cioè senza bisogno di muoversi; con l’aiuto delle moderne tecnologie (I.C.T.) si può fare shopping, organizzare un convegno o una riunione di lavoro, presentare un progetto ecc.;

una città informata, in cui le notizie sono diffuse continuamente e in modo capillare, non solo quelle riguardanti la vita economica e sociale, ma anche quelle per la sicurezza dei cittadini;

una città virtuosa, in cui miglia di persone si attivano per contribuire al risparmio energetico e per ridurre l’impatto ambientale nello svolgimento delle normali attività che inducono al consumo energetico e alla produzione di rifiuti;

una città viva e dinamica, capace di organizzare attività culturali e ricreative utili allo sviluppo e alla riqualificazione del territorio, con una conseguente crescita sociale;

una città partecipativa, dove la smisurata crescita delle dimensioni della città influisce sulla perdita di coesione ed incontro sociale tradizionale, quello della “piazza medioevale” (ahimè simbolo di democrazia sin dai tempi dell’ Antica Grecia), con un conseguente impoverimento della dei rapporti sociali; considerando questa prospettiva (seppur opinabile) una città smart dovrebbe offrire nuove opportunità di partecipazione sociale coniugando le nuove tecnologie per creare nuove forme di incontro sociale, capaci di ricostruire quel tessuto sociale che si intreccia nei rapporti umani con nuove possibilità di incontro e di dialogo;

una città sicura: la sicurezza è una delle più importanti preoccupazioni dei tempi moderni, soprattutto nelle città di grandi dimensioni. Una città smart dovrebbe offrire più sorveglianza del territorio e più assistenza per i cittadini;

una città ben governata, che offre nuove forme di governo grazie all’ efficace monitoraggio del territorio e alla gestione delle dinamiche che in esso si sviluppano; valorizzando maggiormente il rapporto con i cittadini e le imprese che operano al suo interno.

Il tutto sarà coordinato e diretto dalle amministrazioni attraverso le “Smart Grids”, delle “reti intelligenti” che collegano le varie tecnologie per un‘ efficiente funzionamento delle Smart Cities.

ponteBPer cominciare a testare realmente, la produttività e l’efficienza delle “Smart city”, sono stati finanziati alcuni progetti avvenieristici (qualcuno già in via di sviluppo), che fanno parte della strategia “Europa 2020” e funzionano da laboratorio per le città del futuro. Questi progetti spingono verso obiettivi da raggiungere in materia di occupazione, produttività e coesione sociale, indispensabili alla creazione di una “Smart city”.

Le città che vogliono sperimentare questa possibilità di sviluppo possono candidarsi per aderire al progetto, ma devono soddisfare alcuni requisiti (quelli descritti sopra).

Per guardare alle cose di casa nostra, le uniche città italiane che rientrano nel progetto “European Smart Cities” sono Trento, Trieste, Ancona e Perugia, mentre guidano la classifica europea Lussemburgo, Aarhus (Danimarca) e Turku (Finlandia).

In Italia è stato approvato un progetto, già firmato dalle parti, per realizzare una piattaforma a supporto della trasformazione del territorio, a Settimo Torinese, vicino Torino.

Senza considerare i tanti progetti pionieristici nel contesto mondiale, di città di prossima costruzione, il cui fabbisogno energetico verrà soddisfatto al 100% da risorse rinnovabili e con la presenza di tecnologie in grado di controllare ogni aspetto della vita dell’uomo.

trafficoBGià da adesso il monitoraggio degli spostamenti giornalieri dei cittadini (siano essi residenti, turisti o lavoratori) sono uno degli aspetti della “gestione delle città del futuro” su cui le amministrazioni stanno investendo maggiormente in ambito urbano.

E’ già possibile, infatti, tenere sotto controllo l’andamento del traffico urbano, sfruttando le informazioni prodotte “dispositivi mobile” dei cittadini oppure dai segnali provenienti dai sistemi di controllo presenti (es: varchi per il traffico limitato).

A Rio de Janeiro per esempio, si rilevano gli incidenti e gli ingorghi del traffico urbano, analizzando le “deviazioni significative dei flussi di auto”, e quando si verifica l’emergenza viene immediatamente inviata nella zona in questione la pattuglia disponibile più vicina per gestire la criticità. Oltre al traffico urbano, si cerca di monitorare altri aspetti dell’ attività cittadina poiché si sperimenta anche per imparare (quello che si dovrà e si potrà fare in un futuro ormai non molto lontano).

pro smartQuindi, i progetti attuali, anche quelli in via di sviluppo, sono tutte sperimentazioni per provare a costruire delle città in grado di trovare nell’ innovazione tecnologica, la strada giusta per risolvere qualche grande problema che potrebbe aiutare “Gaia” (la Terra) a rimettersi in salute!

Diciamo che si sta cercando di ristrutturare alcune città pezzo per pezzo (quelle con le caratteristiche adeguate – sopra descritte -) per guardare verso il futuro nella prospettiva dell’ “Internet of Things”, della “Green economy” e della crescente componente tecnologica che ormai fa parte della nostra vita quotidiana e che probabilmente ci invaderà!

Non esiste ancora una vera e propria Smart City o meglio, una Smart City di riferimento, integralmente formata da energie rinnovabili, case-smart, traffico urbano diretto da tecnologie-smart e soprattutto abitata da cittadini-smart (abituati a vivere con la tecnologia e a saperla utilizzare)!

Le Smart City, “città intelligenti o città del futuro”, saranno ambienti dove l’elevata connettività dei dispositivi, la diffusione di sensori (la cosiddetta internet of things) e di apparecchi mobili non che la presenza di strumenti di analisi, permetteranno di individuare, controllare e organizzare molti segmenti della vita di comunità.

Le nostre abitudini sociali, i rapporti lavorativi e la comunicazione sociale in genere, cambieranno sensibilmente, condizionando significativamente le nostre vite!

E noi vivremo felicemente ossessionati dallo sviluppo sostenibile!
Sarà una bella avventura.

 

Il Web è libertà!
Salvaguardiamolo!
E’ nostro interesse.

Alcune di queste nozioni sono state estratte da:
Rivista Ecoscienza – Numero 5 • Anno 2012 – Alfonso Fuggetta (Ceo e direttore scientifico di Cefriel, Centro di Eccellenza per la Ricerca, l’Innovazione e la Formazione nel settore dell’ Information & Communication Technology del Politecnico di Milano)

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