L’ Agenda Digitale Europea e la situazione italiana

L‘ “Agenda Digitale” fa parte di uno dei sette obiettivi chiave che l’Europa si è prefissata di raggiungere entro il 2020, per aumentare la crescita delle imprese e dell’occupazione dei paesi europei, attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali.

Aree d’intervento prefissate

commissione-europea-bruxellPer raggiungere gli obiettivi sono state previste alcune aree specifiche di intervento :

Mercato digitale unico e dinamico – per rafforzare il mercato dei contenuti digitali, con particolare riguardo ai diritti d’autore e alla tutela dei consumatori; per incentivare i pagamenti online;

Interoperabilità e standard – per usare standard pertinenti utili a migliorare l’interoperabilità tra prodotti e servizi delle tecnologie dell’informazione;

Fiducia e sicurezza – per coordinare le operazioni di sicurezza contro i cyber-attacchi e per potenziare la sicurezza delle reti e dei dati personali degli utenti;

Internet veloce e superveloce – per incentivare gli investimenti per la costruzione di reti a bandalarga, ultraveloci e di ultima generazione (NGA) e stilare un programma per lo spettro radio;

Ricerca e innovazione – per stimolare la formazione di partnership tra pubblico e privato e aumentare gli sforzi di coordinamento a livello europeo;

Aumento della digitalizzazione sociale – per far aumentare l’alfabetizzazione e l’uso del digitale in tutti i settori sociali (Sanita, Pubblica amministrazione, Trasporto, Commercio, E-Government, ecc.).

Obiettivi raggiunti e divario tecnologico da colmare

Dalle notizie diffuse dalla Commissione Europea sulla’ Agenda Digitale, siamo molto vicini a raggiungere 95 dei 101 obiettivi, che avevamo prefissato entro il 2015.

La scoreboard 2014 ci dice che i cittadini europei utilizzano molto di più Internet, rispetto agli anni passati, hanno più competenze digitali e fanno molti più acquisti online.

Anche i gruppi svantaggiati (disoccupati, meno istruiti e anziani) hanno migliorato il loro rapporto con la Rete Internet (dal 41 al 57%).

La percentuale di chi non utilizzava Internet è diminuita di un terzo. Solo il 20% degli europei non utilizza la Rete. L’obiettivo del 15% entro il 2015 è auspicabile che si possa raggiungere.

Kroes-NeelieNeelie Kroes, vicepresidente della Commissione Europea, ha dichiarato:

“Oggi la maggior parte degli europei è entrata nell’era digitale e intende approfittarne pienamente. Abbiamo risolto il problema dell’accesso a Internet, ma il divario digitale non si è colmato. Senza l’impegno di tutti a fare di più, rischiano di emergere in Europa sacche di analfabetismo digitale”.

Se l’accesso alla Rete è stato un problema risolto (il 97% della  popolazione ha accesso alla Rete), rimane il problema della “bassa attività online delle PMI” (solo il 14% delle aziende con meno di 250 dipendenti vende i propri prodotti su Internet) e dell’ utilizzo degli strumenti di “E-government” (il rapporto dei cittadini con le autorità pubbliche attraverso il digitale – richieste di moduli, certificazioni, autorizzazioni ecc.), che nonostante l’impegno e gli sforzi dei governi nazionali è rimasto fermo al 42%.

La situazione italiana

003_infografica_europa_72 - mm-one.comLa competitività di un paese nell’ ”ambito del digitale”, si misura tramite alcuni parametri di valutazione.

Purtroppo i quadri di valutazione evidenziano che l’Italia è il paese che è migliorato meno, ed è il paese più lontano dal raggiungimento degli obiettivi insieme alla Romania fanalino di coda.

Siamo il paese che accede meno a Internet almeno una volta a settimana (56% contro 72% m.europea) rispetto alla media europea e quello con il tasso più basso nell’ uso quotidiano;

le nostre competenze digitali sono bassissime rispetto agli altri europei (60% degli italiani ha basse competenze digitali Vs 42% della media europea).

Il settore dell’e-commerce, che nel resto d’Europa è notevolmente aumentato, in Italia registra una percentuale di acquisti online del 20%. E soprattutto solo il 5% delle aziende è presente sulla Rete.

Anche l’ uso degli strumenti di E-government è molto basso. Appena il 21% degli italiani fa uso del digitale per fare richieste o compilare moduli online contro una media europea di più del 40%.

Insomma è inutile dirlo, ma siamo in notevole ritardo rispetto alla media degli altri paesi europei.

I numeri della situazione si possono consultare nella “Scoreboard Italy”.

Sicuramente saremo tra gli ultimi a raggiungere gli obiettivi minimi per essere almeno sufficientemente attrezzati per affrontare il nostro “futuro digitale”.

Ma se non ci diamo una mossa, a costruire un’adeguata infrastruttura di Rete e a trovare un compromesso con i gestori telefonici e con chi possiede i cavi dei collegamenti a Internet, il divario diverrà incolmabile!

 

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