Internet Bill of Rights arriva in Italia

Il tema sulla sicurezza e la privacy degli utenti è divenuto un tema d’ importanza internazionale.

Non solo la privacy dei personaggi pubblici, ma anche la vita privata della gente comune viene messo in pericolo dagli attachi hacker o dallo sfruttamento dei dati da parte dei colossi del web, che ne approfittano del consenso degli utenti per il trattamento dei dati personali.

Tenendo in considerazione che ormai l’utenza di Internet si aggira attorno ai tre miliardi di persone, l’argomento è entrato a far parte delle politiche decisionali dei governi nazionali di mezzo mondo.
La Turchia, la Cina e altri paesi nel mondo, per tutelare la sicurezza dei propri cittadini (e dell’informazione nazionale – almeno così dicono), permettono solo l’uso minimo dei Social Media. E’ recente il blocco di Twitter e di You Tube in Turchia (che ha scatenato le proteste dei turchi e del mondo intero) ed è nota l’ impossibilità di usare Facebook (e altri social) in Cina.

Lo scandalo del Datagate ha intensificato l’attività del N.S.A. (National Security Agency), l’agenzia di sicurezza nazionale americana, per il monitoraggio della sicurezza e della privacy degli utenti americani e non. Ovviamente per fare ciò, l’agenzia ha dovuto calcare la mano contro gli interessi dei colossi del Web come Google, Amazon e Microsoft, che subito hanno protestato e di conseguenza stanno organizzato i loro sistemi affinché non siano penetrabili dalle azioni del NSA.

L’ultima vicenda, quella dei 5 milioni di account Gmail hackerati in Russia, ha messo in guardia lo stato sovietico e altri paesi europei.

L’allarmismo generale dovuto agli attacchi degli hackers ai sistemi informatici dei “Giganti del Web”e il continuo sabotaggio di account a danno di VIP o uomini d’affari (ma anche di gente comune), stanno portando ad una presa di posizione seria e concreta da parte dei governi, che si stanno adoperando per la stesura di leggi nazionali (per il momento) che prevedano le “modalità d’uso di Internet, con tanto di principi, diritti e doveri”, che gli utenti saranno tenuti ad osservare. Altrimenti saranno soggetti a sanzioni economiche o altri tipi di provvedimenti.

“Credo fermamente nella libertà della Rete, sia offline che online. Occorre dare alle persone la possibilità di esprimersi, nel rispetto degli altri”, ha detto ancora l’ex portavoce del Commissariato Onu per i Rifugiati, aggiungendo: “Dobbiamo cooperare per trovare soluzioni transnazionali. Le soluzioni nazionali non sono abbastanza. E’ una lunga strada”.

 

Italia e Brasile promotori dell‘ “Internet Bill of Rights”

Internet Bill of RightsL’ Italia e il Brasile, a tal proposito, sono stati i paesi precursori della costituzione di una vera e propria “Carta dei diritti degli utenti di Internet”.

L’ approvazione del “Marco Civil da Internet”, da parte della Camera dei Deputati del Governo Brasiliano, ha attirato l’attenzione internazionale sul dibattito sul diritto dei cittadini di usare Internet in tutta libertà, nella sicurezza degli utenti e degli stati nazionali.
T. Bernes-Lee, padre fondatore di Internet, lo ritenne il “miglior regalo per i 25 anni del Web”.

Il “Marco Civil da Internet” gratifica l’operato del nostro Paese richiamando la proposta analoga dell’ “Internet Bill of Rights” (Carta dei Diritti per Internet).

 

L‘ impegno dell’ Italia

L‘ Italia è impegnata in questa iniziativa dal 2005, quando durante il “World Summit on Information Society” dell’ ONU venne presentata l’ iniziativa al “Tunisi mon Amour”.

RodotàL’ anno successivo, venne organizzato ad Atene il primo “Internet Governance Forum” e il più autorevole italiano, Stefano Rodotà, convinto sostenitore e promotore della “Carta sui diritti di Internet”, coordinò un gruppo di esperti della Rete, che presentarono al pubblico mondiale il progetto dell’ iniziativa italiana. L’ “Internet Bill of Rights” proponeva una collaborazione di tutti i portatori d’interesse per la Rete (gente comune, associazioni, istituzioni, enti ecc.), per definire un insieme di principi che tutelassero la “neutralità dello sviluppo della Rete Internet”, da cui derivare “i diritti e i doveri” degli utenti. Poichè l’assenza di regole non è garanzia di una “Rete libera”, ma un vantaggio per la “prevalenza dei più forti”.

La proposta italiana ad Atene fece scaturire delle collaborazioni spontanee (Dynamic Coalition) per stabilire i “Principi fondamentali della Rete” (Internet Rights e Principles Coalition).

Nel 2007 all’ Internet Governance Forum di Rio de Janeiro, l’impegno italiano venne premiato dalla firma congiunta di Italia e Brasile per promuovere l’ “Internet Bill of Rights”.

L’ iniziativa italo-brasiliana venne apprezzata dalle nazioni più auterevoli del mondo: le Nazioni Unite ci definirono un “esempio di Governance per la Rete” e alcuni paesi (Argentina, Messico, Ecuador, India e Regno Unito) si dichiarano interessati ad aderire all’ accordo.

Purtroppo nel 2008, con l’interruzione della legislatura, lo sviluppo del progetto si arenò.

 

La carta dei “Diritti degli utenti di Internet” arriva in Italia e nel Parlamento Europeo

Comunque gli esperti e i sostenitori italiani della “Carta dei Diritti degli utenti” non si sono fermati e hanno continuato a lavorare in collaborazione con le istituzioni brasiliane e altri esperti internazionali.

laura_boldriniLaura Boldrini, attuale Presidente della Camera dei Deputati del Governo italiano, ha fortemente voluto una commissione che si occupasse dei vari problemi legali, civili e normativi legati a Internet.

E finalmente, approfittando del semestre della presidenza italiana albandiere Parlamento Europeo, il 13 e 14 ottobre, una Commissione composta da 13 esperti e 10 Deputati dei vari gruppi parlamentari, presenterà una prima bozza della “Carta dei Diritti degli utenti” alla U.E., in occasione della riunione che si terrà in quei giorni.

Il presidente della commissione, Stefano Rodotà, ci informa che è “una bozza su cui si sta lavorando per emendamenti; non è niente di definitivo”.
La bozza sarà discussa l’ 8 Ottobre, data in cui verrà preparata la presentazione del 13 Ottobre per il Parlamento Europeo.

“Sono stati fatti molti passi avanti”, aggiunge Rodotà. Di carte di Internet ce ne sono tante, ma serve un documento che riguardi i diritti propri di internet, cioè le questioni che Internet ha fatto nascere e che vanno in tre direzioni:

1) Diritti fondamentali delle persone, che riguardano la tutela della sfera privata in un ambiente pubblico;

2) La partecipazione: internet deve essere salvaguardata come strumento della partecipazione democratica;

3) Il rapporto con la libertà economica.

Quando verrà presentata la bozza finale, i cittadini potranno partecipare all consultazione della stessa, affinché la proposta sia più chiara e trasparente possibile.
In questo momento i parlamentari europei stanno discutendo il “trattamento dei dati personali” ed il documento finale sarà importantissimo, perché potrà dare dei suggerimenti concreti per avanzare mozioni basate sul lavoro svolto dalla commissione.
Inoltre, nella riunione del Parlamento Europeo del 13 e 14 ottobre saranno presenti i rappresentanti di tutti i paesi della U.E., quindi un’occasione imperdibile per promuovere un dibattito interno e per accellerare una discussione internazionale.
Dal 27  Ottobre, per i successivi 4 mesi, i cittadini potranno consultare la “Dichiarazione dei diritti in Internet” in tutte le sue parti e potranno dare dei suggerimenti utili alla modifica e al suo completamento.

Il parlamento italiano potrà essere il primo ad utilizzare efficientemente il lavoro svolto dalla commissione e ad ultimare il documento secondo eventuali decisioni che verranno prese durante la riunione europea.

 

Il Web è libertà!
Salvaguardiamolo!
E’ nostro interesse.

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