La net-neutrality è in pericolo!

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dal sit metlifegto.com

La “net neutrality” è il principio fondamentale che garantisce la “libertà della Rete”.

L’ accessibilità alla Rete, tramite reti a banda larga, non deve contenere restrizioni per l’utente finale in termini di “uso della struttura che ci collega a Internet” e della “fruizione dei servizi e dei contenuti ad essa collegati”.

Un tema d’importanza fondamentale che ha sollecitato l’appello di Tim Berners-Lee, padre fondatore del World Wide Web, per salvaguardare il libero accesso ai “contenuti della Rete”.

Il settore delle telecomunicazioni insiste per avere un servizio più adeguato alle proprie esigenze e per rilanciare questo settore industriale con nuovi profitti.

Ma l’attenzione ricade sull’ “utente comune” e sulle “piccole e medie aziende”, che non ce la farebbero a competere con i colossi del Web e con gli utenti più abbienti.
Le ultime vicende hanno sollevato un polverone a livello mondiale quanto mai controverso.
La net neutrality è tornata al centro di un dibattito internazionale difficile da spiegare e soprattutto da risolvere.

Cercherò di descriverlo brevemente, sperando di essere abbastanza chiaro ed esaustivo.

La proposta di legge della Federal Communications Commission : Internet a due velocità

FCC
dal sito fcc.gov

Il Regolatore del mercato U.S.A. delle Telecomunicazioni, la “Federal Communications Commission” (F.C.C.), ha avanzato una proposta di legge che, se entrasse in vigore, permetterebbe ai “fornitori di servizi a banda larga”, di farsi pagare un compenso extra dalle aziende per avere una “corsia preferenziale” su cui far viaggiare i loro servizi.

Per rendere più trasparente il “privilegio” dell’ uso della corsia preferenziale, la F.C.C. imporrebbe poi ai produttori dei servizi, l’obbligo di fornire maggiori dettagli relativi al traffico delle loro reti e le informazioni sulla velocità e sul livello di congestionamento nell’ultimo miglio.

Insomma avremmo (negli USA) un Internet a due velocità : una sarebbe quella della corsia preferenziale (a pagamento), su cui i colossi del Web e altre grandi aziende potrebbero migliorare di molto i loro servizi (facendosi pagare dagli utenti per il servizio reso); l’altra sarebbe, permettemi il termine, una “corsia normale”, con un accesso alla Rete più o meno come quello che la maggior parte di noi usa attualmente, con il quale le piccole e medie aziende e gli altri utenti avrebbero dei servizi più lenti  e meno completi.

Se approvata, questa legge consentirebbe agli operatori americani di ottenere degli introiti maggiori dai fornitori di contenuti e dagli utenti disposti a pagare per un servizio migliore.

Inoltre sarebbe in controtendenza con le decisioni del Parlamento Europeo che invece vieta ogni discrimazione sui diversi tipi di contenuti e sulla gestione del traffico di Internet.

L’intervento di Barack Obama

Obama
dal sito corriere.it

 

Con riferimento alla proposta di legge approvata dalla F.C.C., B. Obama è intervenuto sulla questione della net-neutrality, pubblicando una nota in cui invita la commissione a mantenere la “Rete libera e aperta”.

 

Non possiamo permettere agli Internet Provider (Isp) di limitare gli accessi migliori o di selezionare vincitori e perdenti nel mercato online per i servizi e le idee.

Obama ha chiesto di riflettere sull’ importanza di Internet “come servizio e come bene comune”, paragonandolo alle altre utenze di primaria importanza come l’acqua, l’elettricità ecc. e invitando la Commissione ad una riclassificazione del Web.

E’ arrivato il tempo che la Fcc riconosca che la banda larga abbia la stessa importanza e comporti gli stessi impegni che si prendono per altri servizi vitali

Gli Internet provider, aggiunge, non possono permettersi di aumentare o diminuire la velocità a nessun utente :

Chiedo esplicito divieto di priorità pagate e di ogni sorta di restrizione che comporti un simile effetto.

 

L’Europa e la minaccia italiana alla net neutrality

Ue Italia
dal sito repubblica.it

L’ Europa, come ribadito in precedenza, ha intrapreso la giusta strada per un “web libero e aperto” senza restrizioni di sorta e soprattutto senza nessuna discrimanza sui contenuti, sui servizi e sulla gestione del traffico.

Ma l’ Italia, durante la sua Presidenza del Consiglio Europeo, lo scorso 14 Novembre, sotto la pressione delle richieste degli operatori delle telecomunicazioni, ha divulgato agli altri Stati membri un documento che affronta il tema della “regolamentazione della net neutrality”, spiazzando tutti.

In uno dei due documenti che compongono il testo della proposta, l’Italia suggerisce di declinare i termini “net neutrality” e “servizi specializzati”, in favore degli obiettivi e delle finalità che porterebbero alla concretizzazione della net neutrality.

Le priorità di traffico e il blocco dei siti o dei servizi avverrebbe, secondo il testo, non solo per autorità di un giudice, come avveniva in precedenza, ma anche a secondo delle decisioni delle Autorità di controllo delle Comunicazioni (che in Italia è l’ AGCOM), sminuendo di fatto i “diritti di libertà dei cittadini” e favorendo gli operatori delle telecomunicazioni.

Questo accadrebbe, secondo l’interpretazione dell’avvocato Fulvio Sarzana , se dovesse passare la proposta italiana che in questi giorni è oggetto di valutazione del Consiglio Europeo.

E’ incredibile!

Il paese che si era fatto promotore, insieme ad altri, della libertà della Rete a tutto tondo, adesso addirittura propone che sia eliminato un termine di discussione, che racchiude in sè il principio più importante per la libertà di Internet e che è d’ importanza fondamentale per la crescita culturale, sociale ed economica dei paesi della U.E.

La proposta mina seriamente il libero principio della net neutrality demandando alle autorità di controllo le decisioni su blocchi o accessi alla Rete.

Conclusioni

Net-neutrality-protest
dal sito ivn.us

E’ una questione difficile da risolvere; quanto mai scomoda per Governi, operatori telefonici nazionali e aziende che gestiscono la proprietà dei cavi che ci connettono a Internet, e ovviamente per i Colossi del Web.

Bisogna precisare che gli “operatori mobile” (almeno in Europa) non sono sottoposti alle regole e alle proposte di legge sopra citate e che, purtroppo, gli utenti non hanno alcuna forza negoziale nel mercato delle telecomunicazioni.

Ma sono proprio gli operatori delle telecomunicazioni che nascondendosi dietro il “falso servizio migliore nell’ interesse degli utenti”, sia in U.S.A. che in Europa, con le loro richieste e motivazioni, influenzano le decisioni dei governi e delle autorità di controllo per creare maggiori profitti con gli investimenti nel settore.

Aggiungiamo che i “Big del Web” come Facebook, Google e Amazon, che collabora addirittura con la CIA, sono usati dalla stragrande maggioranza degli utenti di Internet, che oggi sono circa 3 miliardi, possiamo solo sperare che il Web non diventi un monopolio.

 

Il Web è libertà!
Salvaguardiamolo!
E’ nostro interesse

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