La Governance di Internet e i suoi segreti

L’importanza della Rete Internet nella nostra società è ormai evidente.
Il Web al giorno d’oggi è diventato un “agorà globalizzato” : è fonte d’informazione, strumento di lavoro, un super-mega centro commerciale, uno spazio virtuale dove incontrarsi con gli amici. Consacrato anche dai mass-media tradizionali come “nuovo mezzo di comunicazione di massa”.

Internet sharing
da broadbandweek.it

Tutti adoperiamo il Web quotidianamente : dai ricercatori ai politici, dai professionisti agli utenti comuni.

Ma durante la navigazione non abbiamo nessuna garanzia che i nostri dati personali e la nostra privacy siano veramente tutelati.

Molto dipende da noi; da come usiamo la Rete e i servizi che ci vengono offerti.

Ma i molti interessi (economici soprattutto) in gioco giustificano questo mondo digitale (che ormai è parallelo a quello reale) quasi privo di regole, sia giurisdizionali che di comportamento.
Quindi è importante avere un minimo d’informazione sul mondo virtuale nel quale ci relazioniamo.

save the internet
da savetheinternet.com

A garanzia degli utenti ci sarebbe la “Net-neutrality” : un principio che dovrebbe garantire a tutti il libero accesso alla Rete, la consultazione dei contenuti e l’uso dei servizi che ci vengono proposti.

Ma è solo un principio, attorno al quale dovrebbe ruotare il corretto funzionamento di Internet considerando i diritti chi lo usa (tema dibattuto dalla Commissione Europea in questi giorni conclusosi con l’approvazione di “norme che non consentono ai provider di bloccare alcun contenuto sul web, tranne in alcuni casi particolari”).

Comunque, possiamo accedere alla Rete solo tramite dei provider, che sono, diciamo così, dei servizi che paghiamo (agli operatori telefonici) per avere l’accesso ad Internet appunto.

Icann
da notebookitalia.it

L’autorizzazione a chiedere denaro agli utenti da parte dei gestori di questi provider, viene data da un ente non governativo e no-profit, paradossalmente : I.C.A.N.N. (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) che garantisce il lavoro della comunità Internet per assicurare la stabilità e l’integrità della Rete.

Fu istituito nel 1998 per gestire le questioni relative alla Rete Internet.

E’ un ente non governativo e no- profit formato dai Governi nazionali e da organizzazioni internazionali create appositamente con l’obbiettivo di coordinare e gestire la Rete Internet.

Una specie di O.N.U. per Internet.

Ma l’ ICANN dà solo le autorizzazioni agli I.S.P. (Internet Service Provider) per operare nel loro territorio di competenza?

Certamente no, l’ ICANN controlla anche le comunicazioni che avvengono tra i dispositivi collegati ad una rete informatica (e quindi ad Internet) e quelle tra i dispositivi e i siti web, compresa la posta elettronica, tramite dei protocolli informatici ben precisi.

In che modo?

Premettiamo che ogni dispositivo (computer, smartphone, tablet, notebook ecc.) collegato ad una rete informatica, per comunicare con gli altri dispositivi, ha bisogno di un indirizzo I.P. (Internet Protocol address), che lo identifica univocamente. Non possono esistere due dispositivi con lo stesso I.P. insomma, ognuno ne ha uno ed è unico.

L’ I.P. è un indirizzo informatico formato da quattro blocchi numerici, ad esempio 139.163.3.2, e svolge la stessa funzione dell’indirizzo civico delle nostre abitazioni. Serve ad indicare il percorso che i dati devono seguire per raggiungere il destinatario.

Allo stesso modo anche i siti web hanno un indirizzo I.P. per essere identificati.

L’ ICANN in questo caso autorizza che un indirizzo I.P. venga assegnato ad un dominio specifico attraverso i D.N.S. (Domain Name System).
I D.N.S. consentono di rintracciare i siti web invece che con l’indirizzo numerico, attraverso dei nomi in lettere. Ad esempio invece che digitare 139.163.3.2 (non è quello vero) basta digitare storiadiinternet.wordpress.com. Un modo più semplice per ricordare i nomi dei siti.

L’ ICANN  è l’ente l’incaricato ad assegnare gli indirizzi IP dei siti Web ed ha inoltre l’incarico di identificare il protocollo e la gestione del sistema dei nomi a dominio di primo livello  (Top-Level Domain) generico (gTLD), del codice internazionale (ccTLD) e dei sistemi di root server.

Quindi riepilogando : l’ ICANN autorizza i provider a fornire i servizi Internet, assegna i nomi dei siti (domini) e controlla il traffico dei dati identificando anche il protocollo di trasmissione degli stessi, cercando di mantenere l’integrità e la stabilità della Rete.

Sempre più paradossalmente però l’ICANN non è responsabile delle norme relative alle transazioni finanziarie, del controllo dei contenuti di Internet, dei messaggi pubblicitari non richiesti (spam) e della protezione dei dati.

In Italia l’organismo demandato alle autorizzazioni e alla gestione dei domini Internet è Registro.it.

 

I segreti dell’ I.C.A.N.N.

Vi svelo una segreto riguardo l’ICANN.
Non se ne parla molto proprio perchè si tratta della sicurezza di tutto quello che c’è su Internet.
Non ci crederete, vi sembrerà il trailer di un film ma è la verità.

Come si può immaginare il database di ICANN è l’ archivio di dati più importante e prezioso del pianeta Terra.

La sua violabilità è il sogno degli hacker di tutto il mondo, dei cyber- terroristi e magari di qualche governo. Se qualcuno riuscisse ad entrare in questo database sarebbe la fine di Internet (e non solo), almeno com’è concepito adesso a livello di infrastruttura e comunicazione.

L’ ICANN ne è consapevole. Per questo ha deciso di non concentrare la responsabilità nelle mani di un’ unica persona, ma di distribuirla in più mani.

La sicurezza di internet, infatti, è affidata a sette chiavi.
Ma non sono chiavi digitali, bensì autentici prodotti da ferramenta.
Ogni chiave è affidata ad una persona.
Sette uomini scelti come custodi della sicurezza : i “Mastri chiave”.
Poi ne sono state selezionate altre sette come “portachiavi di backup”.
La sicurezza della più grande Rete telematica mai esistita è nelle mani di questi 14 uomini.
14 uomini, 14 chiavi!

Le chiavi in loro possesso sono in grado di sbloccare delle cassette di sicurezza dislocate in tutto il mondo.

In queste cassette si trovano “le chiavi intelligenti” : sette smartcard, che unite insieme formano “la Chiave Master”, quella che apre le porte del database dell’ ICANN.
I Mastri chiave e i portachiavi di backup si incontrano quattro volte l’anno per cambiare la password.
La cerimonia si svolge in gran segreto.
Attraverso una sistema di porte chiuse a chiave, l’uso di codici chiave e scanner a mano, si arriva in una “stanza sicura”, incontrollabile da qualunque comunicazione elettronica.
Qui ciascuno di loro cambia il proprio pezzo di codice, singolarmente.

Così Internet sarà al sicuro per i successivi 3 mesi.

Conclusione

E’ doveroso fare una precisazione. Quello di cui abbiamo parlato riguarda solo il Web visibile, quello legale, quello controllabile, per intenderci.

Ma questo è solo una piccola parte di Internet, la punta di un iceberg come molti lo definiscono.

Poi c’è il così detto Deep Web, il lato oscuro di Internet, che si stima sia circa 500 volte più grande di quello che usiamo noi tutti i giorni.
La patria degli hacker, degli affari illegali, dei documenti segreti e oggigiorno anche della gente comune che non vuole identifacarsi, per la sicurezza della propria persona e dei propri interessi.

Questa parte di Internet non si può controllare; è impossibile per chiunque, forse anche per l’ICANN!

 

Il Web è libertà!
Salvaguardiamolo!
E’ nostro interesse.

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